Ricerca, innovazione e crescita. Dalla sperimentazione arriva il valore aggiunto al portoncino blindato

Pubblicato su “LegnoLegnoNews” numero 43 a cura di Davide Barbato – Responsabile Qualità Laboratorio Tecnologico LegnoLegno

 

Avete mai provato a cercare in internet le parole “ricerca e innovazione”? La parola che più in assoluto si abbina a queste due e che viene visualizzata in automatico dalla maggior parte dei motori di ricerca è CRESCITA.

E’ vero, statisticamente in condizioni di contrazione del mercato come la nostra, i primi investimenti ad essere eliminati sono proprio quelli della ricerca e dell’innovazione.

Lo fanno per i grandissimi numeri i governi e gli stati, lo fanno le aziende e nel piccolo quotidiano anche i privati e le famiglie.

Siamo però sicuri che si questa la strada giusta? Che sia questa una soluzione efficace?

E’ naturalmente indubbio che debba esserci un’attenta gestione dei costi, una valutazione oculata dei fornitori e degli approvvigionamenti, una gestione delle risorse ottimizzata ed efficacie… ma è altrettanto vero che senza ricerca e innovazione difficilmente vi è differenziazione e conseguente crescita.

Lo sviluppo di nuovi prodotti, la proposta al mercato di nuove soluzioni, la capacità di adattare l’azienda alla continua mutazione del mercato non può essere scissa dalla capacità di affrontare e gestire in modo positivo una congiunturale situazione globale come quella attutale.

Per questo, alcune aziende hanno deciso, pianificato, attuato, ed infine speso verso il mercato una serie complessa e corposa di investimenti in attività di ricerca e sviluppo.

Qualche tempo fa si è rivolta a noi un’Azienda che ha scelto di muoversi in questa direzione. Impiegando diverse giornate con i responsabili dell’azienda abbiamo potuto appurare che lo scopo delle analisi (che di seguito andremo a descrivere) non si ponevano lo scopo di identificare il livello prestazionale del prodotto oggetto delle verifiche ma un obiettivo ben più ampio: capire limiti e margini di miglioramento di una serie di soluzioni proposte dall’azienda:

  • valutare l’efficacia di specifici accessori e componenti in ottica di selezione dei fornitori;
  • definire un quadro strutturale dei prodotti e delle aree di mercato a cui possono essere dedicati, in funzione delle caratteristiche che sono in grado di offrire;
  •  realizzare documentazioni tecniche per il supporto progettuale al cliente in fase iniziale di definizione dei lavori;
  •  differenziarsi per prodotti, prestazioni e servizio (capacità di assistere il committente grazie ai dati rilevati) rispetto alle aziende competitor presenti sul mercato.

Gli studi effettuati riguardano analisi acustiche di PORTONCINI DI INGRESSO BLINDATI in considerazione di varianti quali:

  • Guarnizioni
  •  Pannelli sul lato esterno
  • Pannelli sul lato interno
  • Riempimento della scocca

 

Sperimentazioni e prove di laboratorio

Le sperimentazioni acustiche sui portoncini d’ingresso sono state eseguite secondo un preciso piano di lavoro.

L’obiettivo da raggiungere non  era in teoria complesso: partendo dai prodotti più performanti, per materiali isolanti utilizzati dentro l’anta e per spessore dei pannelli di ricoprimento sia esterni che interni, definire gradualmente l’incidenza di miglioramenti/peggioramenti apportabili al prodotto e poter quindi stabilire una “classificazione acustica” delle porte in funzione della propria composizione.

Questo perché, proprio per assistere in modo più efficace e preciso il cliente finale (sia esso progettista, impresario o privato) attraverso la definizione dei parametri sopra descritti, è possibile proporre la porta d’ingresso che per prestazioni si avvicini maggiormente alle necessità della committenza.

F1 F2 F3

La scelta delle guarnizioni

Le prime analisi sono state eseguite partendo da una porta particolarmente efficace da un punto di vista acustico (ed anche, vi posso assicurare particolarmente “pesante”…) per poter definire il prodotto acusticamente “migliore” da poter proporre al mercato.

Subito sono sorti i primi dubbi; l’Azienda infatti presentava due tipologie di guarnizione perimetrale senza avere indicazione di quale potesse essere più efficiente.

Da qui, quindi, le prime sperimentazioni: medesimo prodotto con due tipologie di guarnizione diversa.

I risultati sono stati da subito sorprendenti:

  •  porta senza particolarità acustiche e guarnizioni standard in PVC- 33 dB (F1)
  • porta senza particolarità acustiche e guarnizioni mousse – 37 dB (F2).

Il campione analizzato era il medesimo, l’unica differenza era la tipologia di guarnizione installata. E’ evidente come, pur rimanendo un buco significativo alle medie frequenze, la differenza sia molto sensibile e pertanto nelle successive sperimentazioni si è previsto l’utilizzo della guarnizione migliore.

L’incidenza dei pannelli interni ed esterni

Lo studio che ha ricoperto una elevata importanza in quantità di tempo e risultati ha riguardato la definizione dello spessore e della tipologia del pannello applicato alla scocca dell’anta blindata con lo scopo di attenuare le infiltrazioni alle medie frequenze (rilevabili anche nei grafici precedenti) ed ottimizzare il valore della porta.

La modifica dello spessore dei soli pannelli esterni ed interni, a parità di prodotto e senza naturalmente fuoriuscire da quello che viene identificato dal produttore come “applicazioni reali”, ha portato un delta di 6 dB, facendo variare il valore da 37 dB a 43 dB.

I due grafici di seguito identificano il valore più basso e più alto ottenuti sul medesimo prodotto in funzione delle varianti ai pannelli esterni di ricoprimento della scocca.

Portoncino da 37 dB

Medesimo portoncino con variazione della sola composizione dei pannelli interni ed esterni (F3).

 

Il riempimento dell’anta

Altro elemento oggetto dell’analisi, in concomitanza con le altre modifiche descritte, riguarda la composizione interna dell’anta.

A parità di conformazione al contorno (guarnizioni) ed i pannelli esterni ed interni, ed a parità di spessore dell’anta, si è provveduto a sostituire il solo “riempimento” della scocca metallica.

I risultati sono stati estremamente differenti e significativi. Vedi tabella 1

tabella 1

Come già verificato nello studio di una porta d’ingresso completamente in legno (pubblicato sul numero 41 di LegnoLegnoNews), con sezioni interne riempite di schiuma poliuretanica, le maggiori infiltrazioni alle medie frequenze avvengono mediante attraversamento diretto del materiale; il rumore non si infiltra tra anta e telaio ma “attraversa il materiale”.

La sostituzione del poliuretano con la lana di roccia ha portato degli evidenti miglioramenti. L’aumento del peso specifico della lana di roccia ad alta densità rispetto al poliuretano ha consentito di ottenere risultati ancora più elevati.

Conclusioni

L’Azienda, mediante gli studi in parte descritti, è riuscita ad ottenere una porta che per conformazione perimetrale, di pannelli di ricoprimento esterni, di chiusura inferiore e di riempimento dell’anta ha raggiunto 45 dB di isolamento acustico; valori davvero eccellenti.

Al contempo, lo studio di una numerosa gamma di modifiche ha consentito di poter generare uno “strumento consulenziale” di alto valore grazie al quale, in considerazione della richiesta del cliente, è possibile proporre la conformazione e il prodotto più idonei soddisfando le esigenze reali del cliente invece di fornire obbligatoriamente la porta di ingresso più performante (e costosa…) che si è in grado di produrre.

Attenzione: naturalmente il “sistema portoncino” deve soddisfare nel contempo anche altri requisiti prestazionali e pertanto la scelta dei materiali non può basarsi esclusivamente sui requisiti acustici, ma deve tenere conto anche di requisiti termici e di sicurezza. Soprattutto il requisito della resistenza all’effrazione sui portoncini di ingresso non dovrebbe essere tralasciato.

Questo è solo un esempio di come le parole “innovazione” e “ricerca” siano strettamente legati alla parola “crescita”… e … da oggi risulterà una visualizzazione in più quando verranno ricercati questi termini online!

 

Si ringrazia la ditta “Cosma SRL” che , con la sua linea di portoncini MAKOS, ha voluto condividere i risultati delle prove e delle sperimentazioni.